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Consulenza sul sonno del bambino a L’Aquila.

Il tuo bambino piange appena si appoggia sul lettino? Avrai sicuramente bisogno di una CONSULENZA SUL SONNO DEL BAMBINO.

Una nanna serena è il sogno di ogni mamma ma, con un bambino in casa, i risvegli notturni sono all’ordine del giorno oltre ad essere deleteri perché impediscono la secrezione dell’ormone della crescita GH.
Ogni mamma ha una situazione di partenza diversa alle spalle quindi non condivido chi sostiene che la maternità non è vero che sia così pesante, soprattutto quando non si dorme la notte. La depressione è facilmente legata alla mancanza di sonno, per questo consiglio alle mamme di farsi aiutare con UNA CONSULENZA SUL SONNO DEL BAMBINO.

Ma davvero vuoi passare altre notti insonni?

Se ti comporti subito nel modo giusto eviti di incorrere in errori comportamentali che portano il bambino a non sapere come addormentarsi da solo, causa primaria dei disturbi del sonno dei bambini.

La mia CONSULENZA SUL SONNO DEL BAMBINO avviene anche online a L’Aquila.
Questo permette alle mamme di inserirmi facilmente nella loro quotidianità e fa sì che io riesca ad aiutarle ovunque siano, supportandole 24h su 24, 7 giorni su 7 come se fossi lì con loro.

Elvira una mamma che ho offerto la mia CONSULENZA SUL SONNO DEL BAMBINO a L’Aquila ci racconta:
Io sono rinata nel momento in cui mia figlia ha iniziato a dormire tutta la notte (perché gliel’ho insegnato). Prima di quel momento si svegliava 6 volte a notte e io ero stravolta e vedevo tutto nero. Non ho mai chiesto aiuto (se non ad una puericultrice per insegnarmi a regolarizzare il sonno di mia figlia) e posso confermare che senza dormire è davvero dura.
Per il resto lavorare o no è una scelta personale. Ogni scelta ha i suoi pro e contro e ognuno è libero di fare quello che sente giusto. L’emancipazione femminile ha portato anche l’altro lato della medaglia e quindi ad essere considerata nulla facente se si è a casa con i figli perché storicamente l’uomo non se ne occupava e non sa cosa significa. Penso che nelle prossime generazioni la cosa cambierà perché sono sempre più i padri che si occupano dei bambini. Quindi capiranno cosa vuol dire e non ci sarà più questo concetto che stare a casa = riposarsi.

Il lavoro di genitore è il più difficile..

Richiede pazienza, costanza, fiducia in noi e nei figli e la capacità di resistere alle apparenti sconfitte. E anche la consapevolezza che i nostri bambini sono degli specchi che riflettono i genitori, nel bene e nel male; ho detto “è difficile” perché ho notato quanto sia molto più facile per i genitori dare la colpa alla scuola, alle cattive compagnie, ai nonni, al trisavolo che non aveva tutte le rotelle a posto…per come la vedo io sono scuse. Un bambino si forma sull’esempio che gli danno i suoi genitori, anche se questi non ne sono coscienti. Guardando come si comporta un bambino puoi capire tantissimo dei suoi genitori e sopratutto che ognuno è genitore in base alla sua esperienza, cioè a come è stato cresciuto. Io ho avuto un papà che è stato molto presente, che non ha mai mollato un ceffone ma che riusciva comunque a ottenere la nostra attenzione con lo sguardo (e di no da lui me ne ricordo pochi, quella dei no era mia mamma)…però è stato il papà delle favole lette sul divano, il papà che mi lasciava usare come lui martello e chiodi durante il bricolage del fine settimana, che mi insegnava a giocare a carte e poi mi passava gli assi di nascosto per farmi vincere…Ecco, penso sia questo il punto centrale, l’amore e l’affetto e sopratutto mostrarli, non è una debolezza, è un segno di forza.

I nostri figli hanno bisogno essenzialmente di amore, di affetto, di sapere che sono importanti per noi e che quindi possono permettere a se stessi di volersi bene. E così anche il “no” che ogni tanto va detto, diventa solo una parte di un cammino da fare insieme, non una valanga che potrebbe travolgerli

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